Filiera del vetro Filiera del vetro

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La tracciabilità e la certificazione d'origine del prodotto sono al centro del progetto "Sigillo Informatico" che permette ad ogni consumatore di ricevere informazioni precise e validate riguardo ai prodotti che acquista.

Esistono 2 modi per ricevere informazioni sul prodotto etichettato con il Sigillo Informatico dal proprio Personal Computer:

  • Attraverso l'inserimento manuale dei 2 codici numerici;
  • Tramite la lettura diretta del codice datamatrix (riportato al centro del sigillo) utilizzando la webcam del pc, attivata dal clik sopra la relativa icona.
    (per usare la webcam è richiesto il plugin flash)

Con Lo SmartPhone o il Tablet è sufficiente utilizzare le più comuni Apps di cattura di codici bidimensionali (ad esempio i-nigma), scaricabili gratuitamente sul proprio apparato.

Nel caso di smartphone di ultima generazione è possibile catturare le informazioni provenienti, via RFI, dal dispositivo ospite della etichetta “Sigillo Informatico”. Sarà l’applicazione a collegarsi al sito www.sigilloinfo.it e fornire tutte le informazioni associate al prodotto.

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Il vetro Il vetro

"Vetro": minerale artificiale, solido amorfo, dato dalla solidificazione di un liquido viscoso costituito da una miscela di silicati e altri minerali.
 
Quest' asettica definizione in realtà racchiude una storia millenaria. Soffermarsi su cos'è il vetro dal punto di vista tecnologico è un passaggio utile, quasi fondamentale, per capire e apprezzare quale e quanto sapere si celi, oggi come allora, dietro la sua produzione e lavorazione. 
 
I moderni metodi di indagine scientifica ci informano che il vetro è una sostanza simile al cristallo per rigidità ma diverso da questo perché dotato di una struttura molecolare irregolare, più simile a quella dei liquidi. Il vetro, dunque, non è né un liquido né un solido, è un liquido viscoso che mantiene la sua forma nel tempo. 
 
In epoca pre-industriale il vetro si componeva di una sostanza vetrificante, la silice, combinata con alcuni fondenti, ovvero ossidi alcalini con la funzione di abbassare il punto di fusione della silice, con ossidi alcalini terrosi come stabilizzanti, più altri silicati e, infine, ossidi metallici, che avevano proprietà opacizzanti, coloranti o decoloranti. 
 
Quando nei secoli passati i maestri si approvvigionavano delle materie prime, di certo non avevano piena consapevolezza delle leggi chimiche che ne determinavano le proprietà. Cercavano della sabbia, da cui sapevano si poteva ricavare la silice. Sabbia di cava o di spiaggia ma anche sabbie migliori e più pure, appositamente fatte arrivare da Maiorca, dal sud della Francia o dalla Sicilia. Oppure ricavavano la silice dal quarzo (che è un cristallo di silice) contenuto in pietre arenarie o in ciottoli di fiume, questi ultimi usati a Murano fin dalla metà del XIV sec. per la purezza della silice che se ne traeva. Per far fondere e rendere meglio lavorabile la sabbia, il maestro sapeva di dover aggiungere della soda, reperita sia in forma minerale che in forma vegetale. La soda minerale veniva ottenuta dal natron, estratto in Egitto, o calcinando le incrostazioni di vino nelle botti, quella vegetale veniva ottenuta dalle ceneri di alghe o di piante come felci, faggi, erica o Salicornia, una pianta che cresce ancora abbondante in Italia in aree salmastre, ma che la Serenissima si faceva arrivare dalla Siria perché di qualità migliore. Questi componenti erano dunque selezionati sulla base dell'esperienza e poi miscelati in proporzioni regolate da un sapere empirico dato dalla tradizione, non da nozioni di scienze esatte. 
 
Il composto creato con tutti questi elementi era infornato per diverse ore all'interno di crogioli nei quali fondeva, fluidificandosi, a 1000-1300°C temperatura massima che si poteva raggiungere usando la legna, l'unico combustibile disponibile prima dell'introduzione di altre fonti di energia. Raffreddandosi gradualmente e lentamente, a circa 500°C, la massa diventava più vischiosa, pronta per essere lavorata e soffiata con strumenti del tutto simili a quelli ancora in uso.